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mercoledì 23 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - diciassettesima tappa: Falzes - Cortina d'Ampezzo

Joaquin Rodriguez bissa il successo d'Assisi andando a precedere un grande Ivan Basso. Kreuziger, già in crisi sulla Forcella, andrà a perdere ben 11'30" al traguardo trovandosi fuori dalla classifica generale.

I Liquigas, a pieno organico, impartiscono un ritmo alto fin dalle prime aspirità nel tentativo di mettere in difficoltà gli avversari; ci riescono già sulla Forcella dove Roman Kreuziger, quinto della generale, va in crisi perdendo le ruote del gruppo. Kreuziger viene atteso solo da un compagno di squadra mentre gli altri rimangono in gruppo con Tiralongo, quarto nella generale, che a inizio Giro sarebbe dovuto essere gregario di Kreuziger e ora si ritrova capitano unico dell'Astana.
Ma la vera svolta della corsa si ha dopo 3 km dall'inizio dell'ascesa del Passo Giau dove Ivan Basso, rimasto senza il suo ultimo gregario Smitz colpito da una giornata no, si ritrova senza squadra e inizia un forcing che fa rimanere il gruppo con 7 unità: Basso, Scarponi, Hejsedal, Nieve, Rodriguez, Pozzovivo ed Uran. 
Ai -20 km dal traguardo Nieve ( Euskadi ) non riuscirà più a tenere il ritmo dei migliori e andrà subito a perdere 27". Cunego viene segnalato a 50" mentre Gadret Brambilla e Tschopp a 1'05".
A 450 metri dal gran premio del Giau vi è il forcing di Pozzovivo che tenta di andar a prendere punti per la classifica di miglior scalatore; questa accelerata fa staccare Scarponi colpito dai crampi. Scarponi, allo scollinamento, avrà 20" di ritardo dal gruppo dei big.
In discesa Hesjedal attacca, sfruttando le sue doti da discesista, soprattutto per mettere in difficoltà chi, come Ivan Basso e Domenico Pozzovivo, ha qualche problema in discesa. All'inseguimento del canadese si porta prima Basso, senza molto successo, e poi Rodriguez che si riporterà a ruota del capitano della Garmin con facilità. Basso e Pozzovivo riescono a tornare in scia dei due mentre Uran perde qualche metro. Intanto Scarponi, abile discesista, che si era riportato a 15" dal gruppo di testa, deve far conto con i crampi che gli prendono forti in discesa ed è costretto a smettere di pedalare ai -10,7 km dalla conclusione. Cunego invece viene segnalato a 1'45" dal gruppo maglia rosa. 
Ai meno 5km, finita la discesa del Giau, prima Uran e poi Scarponi riescono a rientrare nel gruppo dei favoriti approfittando di un rallentamento.
Al chilometro dalla conclusione Basso, nel tentativo di vincere la tappa, prima proverà un allungo e poi parteciperà alla volata ristretta, partendo troppo lungo, facendosi quindi saltare dallo spagnolo della Katusha.

Questo Giro ancora non mi sta entusiasmando; sulla Forcella ho visto solo due squadre numerose: la Liquigas di Basso e la Lampre di Scarponi anche se solo la Liquigas è stata protagonista tirando il gruppo nel tentativo di mettere in difficoltà qualcuno ( oggi è toccato a Kreuziguer ) nonostante che Szmyd non abbia potuto aiutare il capitano per una crisi. Sembra, però, che gente come Rodriguez, che non ha una squadra competitiva, stia un po'troppo beneficiando del lavoro della Liquigas. Mancono gli scatti e le azioni che una volta rendevano il ciclismo bello; c'è troppo attendismo e troppe occasioni perse da parte di chi dovrebbe osare qualcosa ( anche rischiando egli stesso di andare in crisi ) per mandare in difficoltà gli altri. Oggi Pozzovivo è riuscito a mandare in "crisi" ( che poi è stata una crisi ben affrontata ) Michele Scarponi facendogli perdere 20" in 450 metri; se qualcuno avesse avuto il coraggio di attaccare prima magari Scarponi sarebbe stato fuori dai giochi al termine della tappa ( da italiana ovviamente dico " meglio che è andata così! " ). Spero che i big si diano più battaglia diretta nelle due ultime tappe di montagna che restano sennò si rischia di portare Rodriguez in maglia rosa all'ultima tappa e là, solo un cronoman come Hejsedal, potrà impensierirlo.




ORDINE D'ARRIVO:

1. Joaquin Rodriguez ( Spa ) Katusha 5h:24':42"
2. Ivan Basso ( Ita ) Liquigas s.t.
3. Hesjedal ( Can ) Garmim s.t.
4. Uran ( Col ) Sky s.t.
5. Michele Scarponi ( Ita ) Lampre s.t.
6. Domenico Pozzovivo ( Ita ) Colnago a 2"
7. Intxausti ( Spa ) Movistar a 1'21"
...
11. Gadret ( Fra ) Ag2r a 1'21"
12. Nieve ( Spa ) Euskadi s.t.
13. Damiano Cunego ( Ita ) Lampre s.t.
...
17. Paolo Tiralongo ( Ita ) Astana a 2'47"
30. Roman Kreuziger ( Cze ) Astana a 11'26"

CLASSIFICA GENERALE:

1. Joaquin Rodriguez ( Spa ) Katusha
2. Ryder Hesjedal ( Can ) Garmin a 30"
3. Ivan Basso ( Ita ) Liquigas a 1'22"
4. Scarponi Michele ( Ita ) Lampre a 1'36"
5. Rigoberto Uran ( Col ) Sky a 2'56"


martedì 22 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - sedicesima tappa: Limone sul Garda - Falzes

Vince il basco dell'Euskaltel Euskadi Jon Izagirre al termine di una lunga fuga che lo ha visto protagonista con De Marchi, Bak, Mazzanti, Clement, Boaro, Herrada e Frank.
Il ventitreenne dell'Euskadi è stato bravo a sorprendere tutti con uno scatto nell'ultima salita, ai -4,3 km dal traguardo, prendendo un vantaggio dai suoi immediati inseguitori capitanati da De Marchi.
Izagirre è riuscito a mantenere un vantaggio sui 10" nel tratto in salita andando poi ad incrementare questo margine negli ultimi due chilometri, di discesa e pianura, a 18".
I big, vista la morfologia del percorso, hanno lasciato andare la fuga nonostante che l'Astana, nella prima parte della tappa, avesse tentato di tenere il gruppo unito per favorire una possibile vittoria di Gasparotto. La fuga è riuscita a guadagnare fino ad un massimo di 12'.
I big non si sono dati battaglia nemmeno sull'ultimo strappo preferendo riposarsi in vista del tappone di domani. Anche lo stesso Cavendish è riuscito a mantenere le ruote dei big, assieme agli altri velocisti, fino all'ultima salita.


ORDINE D'ARRIVO:

1. Jon Izagirre Insausti ( Spa ) Euskaltel Euskadi
2. Stef Clement ( Fra ) Rabobank a 18"
3. Mathias Frank ( Svi ) BMC a 18"

CLASSIFICA GENERALE:

1. J. Rodriguez
2. Hesjedal 30"
3. Basso 1'22"
4. Kreuziger 1'26"
5. Scarponi 1'27"

domenica 20 maggio 2012

Giro d'italia 2012 - quindicesima tappa: Busto Arsizio (Lecco) - Pian dei Resinelli

Grandissima impresa di Rabottini ( Farnese Vini ) che, dopo una fuga di 151 km, riesce a superare allo sprint la nuova maglia Rosa Joaquin Rodriguez che l'aveva ripreso negli ultimi 400 metri.

Rabottini va in fuga al 18esimo chilometro e riesce, nonostante una caduta sull'ultima discesa, a non farsi riprendere dagli altri uomini in fuga capitanati da Damiano Cunego. In fuga, assieme a Cunego, ci sono Losada, Carrara, Txurruca, Amador, Pinotti, Ulissi, Pirazzi, Bruseghin, Sella e Petrov. Pinotti si attarda nella penultima discesa a causa di una foratura ma riesce a rientrare, anche se con parecchia difficoltà, nel tratto successivo anche grazie ad un momento di incertezza del gruppetto in fuga dove molti ciclisti non erano contenti della presenza di Cunego, maglia Rosa virtuale, che avrebbe spinto il gruppo dei big a non lasciare spazio alla fuga. Nella penultima salita, nel gruppetto di testa, sempre dietro a Rabottini, rimangono in 5: Losada, Amador, Txurruca, Cunego e Pirazzi. Nell'ultima discesa, molto tecnica, registriamo l'attacco di Cunego e la caduta di Rabottini davanti, mentre dietro è l'Astana di Kreuziger che orchestra un attacco ai danni di Ivan Basso che, anche se in difficoltà, riesce a rimanere in coda al gruppo grazie ai suoi gregari.
All'inizio della salita di Pian dei Resinelli, a 7km dal traguardo, è Pirazzi a portare il primo allungo mentre, nel gruppo dei big, Basso mette a tirare Szmid facendo ridurre in modo sistematico il vantaggio degli uomini in fuga. A 5 km dall'arrivo, con sempre Rabottini in prima posizione, è Losada ( Katusha ) che tenta di riportarsi sul pescarese; alla sua ruota riesce a rimanere, in un primo momento, solo Txurruca che poi si staccherà.
A -2km dalla conclusione Rabottini vede ridursi il margine di vantaggio su Losada a 40". E' proprio in questo momento che i big iniziano a darsi battaglia prima con Basso, che cerca di imporre un ritmo molto alto, facendo staccare Hesjedal, e poi con Scarponi che va a riprendere Cunego. Ma lo scatto decisivo lo porta la ex maglia rosa Joaquin Rodriguez che va a riprendere, prima, Pirazzi e Txurruca, per poi raggiungere il compagno di squadra Losada. Proprio grazie a lui Rodriguez riesce a riportarsi su Rabottini ai 500 metri dal traguardo ma l'italiano, dimostrando gran grinta, non si arrende e riesce, nonostante la gran fatica fatta nel corso della tappa, a superare lo spagnolo allo sprint.

Rabottini, a fine tappa, ha dedicato la vittoria " il giorno più bello della sua vita " alla sua ragazza e al figlio che gli nascerà tra 15 giorni.

Da segnalare Pozzovivo in ritardo di 1'11" a causa di una crisi di fame ai -4 dal traguardo.

La tappa grazie a Rabottini, impresa epica, e a Cunego, a cui va il merito di averci provato, è stata veramente spettacolare.



ORDINE D'ARRIVO:
 
1. Matteo Rabottini ( Farnese Vini )
2. Joaquin Rodriguez (Katusha ) s.t.
3. Alberto Losada ( Katusha ) 23"
4. Sergio Luis Henao Montoya ( Sky ) 27" 

CLASSIFICA GENERALE:

1. J. Rodriguez
2. Hesjedal 30"
3. Basso 1'22"
4. Kreuziger 1'26"
5. Scarponi 1'27"


sabato 19 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - quattordicesima tappa: Cherasco - Cervinia

Vince Amador anticipando, in una volata a tre, Jan Barta e De Marchi. I 3 erano in fuga dal chilometro 50 e sono riusciti ad anticipare di una trentina di secondi Hejsedal che ha sfilato la maglia Rosa allo spagnolo Rodriguez per una manciata di secondi.

Ai meno 6,9 km Jan Barta rientra su Amador e De Marchi che, fino a quel momento, andavano di comune accordo davanti. Intanto, nel gruppo dei big, Pinotti e Capecchi ( che non aveva mai tirato durante la tappa ) si staccano e andranno a perdere ben 2 minuti sul traguardo. A 5,7 km dal traguardo il vantaggio della fuga è di 4 minuti. Ai meno 4,8 km dall'arrivo registriamo uno scatto di Rujano che viene subito ripreso dal gruppo capitanato da Szmyd ( gregario di Ivan Basso ). Ai 4 dal traguardo, mentre davanti De Marchi prova uno scatto senza successo, dietro Tiralongo attacca facendo perdere contatto a Cunego. Seguono una serie di scatti di Nieve e Brambilla che culminano con l'allungo di Hejsedal che riuscirà ad arrivare al traguardo con un vantaggio sufficiente a sfilare la maglia rosa a Rodriguez. E' proprio lo spagnolo della Katusha che prova a scattare per riportarsi sotto a Hejsedal venendo, però, subito ripreso da Pozzovivo, Kreuziger e Scarponi che si portano dietro il gruppo dei migliori in cui sono rimasti solo 7 elementi ( tra cui Basso ). Alla fine Rodriguez, per soli 9", non riuscirà a tenere la maglia Rosa; il gruppo dei migliori arriverà con Rodriguez, andando quindi a perdere una ventina di secondi da Hejsedal; e Cunego arriverà ad 1'40" dal vincitore Amador.


ORDINE D'ARRIVO:

1. AMADOR ( Movistar )
2. BARTA ( NetApp )
3. DE MARCHI ( Androni Giocattoli )
4. HEJSEDAL ( Garmin )
5. TIRALONGO ( Astana )
6. URAN ( Sky )
7. RODRIGUEZ ( Katusha )
8. DE GENDT ( Vacansoleil )

CLASSIFICA GENERALE:

1. HEJSEDAL ( Garmin )
2. RODRIGUEZ ( Katusha ) a 9"
3. TIRALONGO ( Astana ) a 41"
4. CASAR ( FDJ - Big Mat ) a 1'05"
5. BASSO ( Liquigas ) a 1'06"
6. KREUZIGER ( Astana ) a 1'07"

venerdì 18 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - tredicesima tappa : Savona - Cervere

La tappa è stata vinta da Mark Cavendish nonostante abbia avuto dei problemi durante la volata. Infatti, il velocista della Sky, è rimasto chiuso durante lo sprint rischiando anche di sfiorare le transenne e solo la sua abilità nel tenere e guidare il mezzo, accompagnata dalla sua grande potenza, gli ha permesso di trovare un varco e di riuscire a tagliare il traguardo prima di tutti.
La frazione è stata tenuta facilmente sotto controllo da parte delle squadre dei velocisti chiamati a disputarsi l'ultimo sprint utile prima delle montagne. Da segnalare la fuga di Failli e Keizer, partiti al chilometro 0 e ripresi a 10 km dal traguardo, che non ha mai avuto molto spazio ( vantaggio massimo 6 minuti ).
Da domani sono previste le montagne con la conseguente battaglia per la conquista della vittoria finale a Milano che vede Rodriguez partire avvantaggiato e in maglia Rosa. 

 
ORDINE D'ARRIVO : 

1.CAVENDISH Mark (Gbr, Sky) in 3h02'07” (abb. 20”+2”) 
2.KRISTOFF Alexander (Nor, Katusha) s.t. (abb. 12”) 
3.RENSHAW Mark (Aus, Rabobank) s.t. (abb. 8”) 
4.MODOLO Sacha (Ita, Colnago-Csf) s.t. 
5.FAVILLI Elia (Ita, Farnesi-Selle Italia) s.t. 
6.GOSS Matthew Harley (Aus, Orica-GreenEdge) s.t. 
7.DEMARE Arnaud (Fra, Fdj-BigMat) s.t. 
8.HAEDO Lucas Sebastian (Arg, Saxo Bank) s.t. 
9.COLBRELLI Sonny (Ita, Colnago-Csf) s.t. 
10.BELLETTI Manuel (Ita, Ag2R-La Mondiale) s.t. 

CLASSIFICA GENERALE: 

1. Joaquin RODRIGUEZ (Spa, Katusha) in 54h21'15” 
2. Ryder HESJEDAL (Can, Garmin-Barracuda) a 17”
3. Sandy CASAR (Fra, Fdj-BigMat) a 26”
4. Paolo TIRALONGO (Ita, Astana) a 32”
5. Ivan SANTAROMITA (Ita, Bmc) a 49”
6. Roman KREUZIGER (Cze, Astana) a 52”
7. Benat INTXAUSTI (Spa, Movistar) s.t.
8. Ivan BASSO (Ita, Liquigas) a 57”
9. Damiano CARUSO (Ita, Liquigas) a 1'02”
10. Dario CATALDO (Ita, Omega Pharma-QuickStep) a 1'03”


giovedì 17 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - dodicesima tappa: Seravezza - Sestri Levante

È Lars Bak ad imporsi tagliando il traguardo in solitaria al termine di una fuga che lo ha visto protagonista con Casar, Bikkazakova, Bakelandts, Santaromita, Jackson Rodriguez, Txurruka, Keizer e Golas. La tappa era corta e, soprattutto nell'ultima metà, presentava delle aspirità che favorivano gli attacchi da lontano. La fuga ha anche acquistato un margine considerevole di vantaggio rispetto al gruppo che ha tenuto, fino alla fine, in bilico la maglia Rosa di Joaquin Rodriguez. Infatti, sia Casar che Santaromita, avevano sui 3'45" di svantaggio, in generale, da Rodriguez e rischiavano seriamente di prendergli il primato. A 1,5 km dalla conclusione, proprio approfittando della rivalità di Casar e Santaromita che si studiavano cercando di vincere la tappa per prendere i 20" di abbuono utili per la generale, Bak ha colto l'attimo giusto per scattare e, grazie alle sue qualità da cronoman, ha preso subito un vantaggio che nessuno è riuscito più a colmare.
Da segnalare che nel gruppo dei big è stata la Liquigas di Ivan Basso, e non la Katusha di Rodriguez, a prendere in mano l'inseguimento e a riuscire a recuperare molto del margine di vantaggio che la fuga aveva accumulato; questo ci fa capire come Ivan Basso si senta in forma e come creda veramente di poter vincere questo Giro. 
Gli uomini più pericolosi della fuga arriveranno con un vantaggio di 3'23" dal gruppo, quanto basta a Rodriguez per rimanere in maglia Rosa.




ORDINE D'ARRIVO:


1. Lars Ytting Bak  Dan  Lotto Belisol Team  in 3h58'55"
2. Sandy Casar  Fra  FDJ - Big Mat  a 11"
3. Andrey Amador Bikkazakova  Cos  Movistar Team  a 11"
4. Jan Bakelandts  Bel  RadioShack - Nissan  a 11"
5. Ivan Santaromita  Ita  BMC Racing Team  a 11"
6. Jackson Rodríguez  Ven  Androni Giocattoli - Venezuela  a 11"
7. Amets Txurruka Ansola  Spa  Euskaltel - Euskadi  a 11"
8. Martijn Keizer  Ola  Vacansoleil Pro Cycling Team  a 43"
9. Michal Golas  Pol  Omega Pharma - Quick Step  a 48"
10  Juan Antonio Flecha Giannoni  Spa  Sky ProCycling  a 3'34"



CLASSIFICA GENERALE:

1. Joaquin Rodriguez, Spa, Katusha, 51:19.08;
2. Ryder Hesjedal, Can, Garmin-Barracuda, a : 17;
3. Sandy Casar, Fra, FDJ-Big Mat, :26;
4. Paolo Tiralongo, Ita, Astana, :32;
5. Ivan Santaromita, Ita, BMC Racing, :49;
6. Roman Kreuziger, Cze, Astana, :52;
7. Benat Intxausti, Spa, Movistar, st;
8. Ivan Basso, Ita, Liquigas, :57;
9. Damiano Caruso, Ita, Liquigas, 1:02;
10. Dario Cataldo, Ita, Omega Pharma, 1:03


mercoledì 16 maggio 2012

Giro d'Italia 2012 - undicesima tappa : Assisi - Montecatini Terme

Eccoci con l'undicesima tappa, e la più lunga, del Giro d'Italia 2012 : Assisi - Montecatini Terme.
La frazione, chiaramente per velocisti, è stata vinta da Roberto Ferrari che ha anticipato al traguardo Chicchi, Vaitkus e Cavendish. Ferrari, in questa maniera, torna a far parlare di sè, ma questa volta in maniera positiva, anche se, in diretta tv, Cavendish ha riaperto la polemica, che ormai va avanti tra i due dalla terza tappa ( qui il post ), sostenendo che il velocista italiano non avrebbe dovuto partecipare alla volata in quanto sarebbe dovuto essere squalificato.
Staccato Frank Schleck di 46" dopo un guasto meccanico ai -7km dal traguardo; per il lussemburghese, apparso molto teso a bordo strada mentre aspettava l'ammiraglia, il Giro diventa veramente in salita! 
Da segnalare, a 300 metri dal traguardo, una caduta che ha visto come protagonisti Modulo, che non ha potuto prendere parte allo sprint, e Navarkausas, ex maglia Rosa. 
La maglia Rosa resta saldamente sulle spalle di Joaquin Rodriguez. 


ORDINE D'ARRIVO:

1. Roberto FERRARI (Ita, Androni Giocattoli-Venezuela) in 6h49'05” (abb. 20”) 
2. Francesco CHICCHI (Ita, Omega Pharma-Quickstep) s.t. (abb. 12”) 
3. Tomas VAITKUS (Lit, Orica-GreenEdge) s.t. (abb. 8”) 
4. Mark CAVENDISH (Gbr, Sky Procycling) s.t. 
5. Manuel BELLETTI (Ita, Ag2R-La Mondiale) s.t. 


CLASSIFICA GENERALE:

1. Joaquin RODRIGUEZ (Spa, Katusha) in 47h18'39” 
2. Ryder HESJEDAL (Can, Garmin-Barracuda) a 17” 
3. Paolo TIRALONGO (Ita, Astana) a 32” 
4. Roman KREUZIGER (Cze, Astana) a 52” 
5. Benat INTXAUSTI (Spa, Movistar) s.t.

martedì 15 maggio 2012

Notizie dal fronte Euskadi

Oggi, al termine della tappa Civitavecchia - Assisi, ho avuto la fortuna di poter parlare con un socio gentilissimo della Fondazione Euskadi ( mi pare che si chiamasse Rais ma mi potrei sbagliare ). Allora ho delle piccole notizie:
  1. chiunque può diventare socio dell'Euskadi anche se non si è baschi. La quota di iscrizione è di 105 euro e ogni anno bisogna versare la stessa cifra. Per poter divenire socio bisogna registrarsi e seguire le istruzioni contenute nel sito dell'Euskadi.
  2. Roberto Laiseka, storico ciclista dell'Euskadi ritiratosi anni fa a seguito di una caduta al Giro dove aveva subito la frattura del ginocchio, è uscito completamente dal ciclismo. Ovviamente è socio della fondazione ma non ha voluto ricoprire nessun ruolo dirigenziale all'interno di essa volendosi dedicare alla vita privata.
  3. Inaki Isasi, ritiratosi l'anno scorso ( con mio immenso dispiacere perchè ancora non aveva vinto una tappa nonostante fosse l'idolo dei baschi che riempivano le strade del Tour con scritte Isasi ), è ancora all'interno del ciclismo in veste di direttore sportivo Euskadi! Avete capito bene!!! C'è ancora opportunità di poter incontrare Isasi andando alle corse! Purtroppo non è presente al Giro d'Italia.
Ringrazio nuovamente il socio Euskadi per la disponibilità che ha mostrato nel rispondere alle mie domande!
In questo articolo invece potrete trovare tutte le curiosità sulla squadra basca http://ciclofolle.blogspot.it/2007/11/euskaltel-euskadi.html
Squadra Euskadi al Giro d'Italia 2012

Giro d'Italia 2012 - decima tappa : Civitavecchia - Assisi

La gara è stata caratterizzata da una lunga fuga, partita dal kilometro 11, di Bonnafond, Ayala e Failli. Subito dietro di loro si è creato un secondo gruppetto staccato di soli 10" formato da Clement, Keizer e Brandle. A 17 km dall'arrivo i due gruppetti si sono riuniti formando un gruppo di sei elementi mentre, da dietro, il gruppo dei big ha iniziato ad alzare l'andatura in vista dell'ultima asperità. A 2,5 km dalla conclusione, nella salita di San Damiano, Slagter, e a seguire Pozzovivo, rompono gli indugi iniziando la battaglia nel gruppo dei big. Con l'ultimo km abbiamo uno strappo al 10% dove vediamo in testa Slagter, Rodriguez e Huzarski. Rodriguez, negli ultimi 100 metri, riesce a scattare e ad arrivare primo al traguardo, secondo Huzarski della Movistar, terzo Visconti. Lo spagnolo, così, va ad indossare la maglia Rosa guadagnando anche i 20" di abbuono.

Personalmente, avendo visionato lo strappo di San Damiano, mi sarei aspettata lo scatto di Rodriguez già da lì mentre lo spagnolo ha voluto attendere gli ultimi 100 metri. I distacchi sono stati, pertanto, molto contenuti rispetto a quello che ci si sarebbe potuti aspettare dati i picchi al 15% della salita! Alla fine lo spagnolo della Katusha ha comunque mantenuto le attese vincendo come da pronostico.

Attenzione: lunedì 28 farò un articolo dettagliato della mia esperienza al Giro d'Italia che mi ha vista sulle strade di Assisi!


ORDINE D'ARRIVO:


1 Joaquin RODRIGUEZ OLIVER ESP KAT
4:25:05
2 Bartosz HUZARSKI POL APP
+2
3 Giovanni VISCONTI ITA MOV
+2
4 Domenico POZZOVIVO ITA COG
+6
5 John GADRET FRA ALM
+6
6 Ryder HESJEDAL CAN GRM
+6
7 Tom Jelte SLAGTER NED RAB
+6
8 Dario CATALDO ITA OPQ
+6
9 Roman KREUZIGER CZE AST
+6
10 Rigoberto URAN URAN COL SKY
+6
11 Gianluca BRAMBILLA ITA COG
+6
12 Benat INTXAUSTI ELORRIAGA ESP MOV
+6
13 Sergio Luis HENAO MONTOYA COL SKY
+6
14 Paolo TIRALONGO ITA AST
+6
15 Ivan BASSO ITA LIQ
+6

L'ABC del ciclismo: la rubrica per chi segue il ciclismo alle prime armi - VINCITORE DI TAPPA E VINCITORE DEL GIRO

Ho creato questo nuovo spazio pensando a tutti i miei amici che ho cercato di avvicinare al ciclismo e avevano problemi nel capirne i meccanismi, le squadre, le classifiche e i ruoli. Spesso molti, avendo seguito soprattutto calcio o formula 1, non riuscivano a capire niente di quello che veniva proiettato in televisione al dì là di chi vinceva la corsa di giornata, salvo poi chiedermi cose del tipo: perchè chi vince più tappe poi non vince la classifica generale? Perchè ci sono 4-5 maglie? Perchè le squadre corrono per un ciclista e non vincono tutti assieme? Perchè durante le tappe assistiamo a squadre diverse che tirano il gruppo assieme sembrando unite fra di loro? Perchè i tifosi di diversi ciclisti non si prendono a manate come succede nel calcio?
Ebbene qua cercherò di dare le prime dritte per chi vorrebbe avvicinarsi al mondo del ciclismo ma non sa da dove iniziare.

In questo primo articolo cercherò soprattutto di aiutare coloro che, in questi giorni, facendo zapping col telecomando, si ritrovano a seguire su Raitre o su Raisportsat o su Eurosport il Giro d'Italia.

Il Giro d'Italia nasce nel 1909 ideato dal giornalista Tullo Morgagni ( non mi dilungo oltre nella storia che potrete facilmente consultare qui: Giro d'Italia ).

Il ciclista primo in classifica generale indossa la maglia ROSA che riprende il colore dalle pagine della Gazzetta dello Sport, sponsor ufficiale storico della manifestazione.
Esistono altre classifiche: quella per i velocisti, dove il leader indossa la maglia ROSSA, quella per gli scalatori, dove il primo indossa la maglia AZZURRA, e quella di miglior giovane, dove il miglior classificato ha la maglia BIANCA.

Il VINCITORE DI TAPPA è colui che taglia per primo il traguardo della giornata.


Il VINCITORE DEL GIRO D'ITALIA, e maglia Rosa alla fine dell'ultima tappa, è colui che riesce a completare le 21 tappe previste dal Giro nel minor tempo rispetto agli altri corridori.
Durante le 21 tappe del Giro la maglia ROSA può cambiare proprietario infatti, tappa per tappa, indossa la maglia colui il quale ha completato il tratto del percorso fino ad allora corso nel tempo minore.

I primi tre ciclisti che arrivano al traguardo guadagnano dei "premi in secondi" o abbuoni rispettivamente di:
- 20" per il primo
- 14" per il secondo
- 8" per il terzo
Questi abbuoni sono dei secondi che si vanno a sottrarre al tempo impiegato nel percorrere la tappa e quindi sono molto utili in classifica generale.
Non tutte le corse a tappe li usano; ad esempio mi pare che li abbiamo tolti al Tour dove viene calcolato solo il tempo di percorrenza della tappa.

Come mai il corridore che vince più tappe a fine Giro non ha la maglia Rosa ( tranne alcuni casi )?

Semplice! Come ho già detto prima la maglia Rosa viene indossata da colui che ha completato il percorso in meno tempo. Esistono diversi tipi di tappe: tappe per velocisti ( in pianura ), tappe a cronometro ( in pianura / collina ), cronoscalate ( cronometro in salita ), tappe per scalatori ( in salita ), tappe per fughe ( in genere quelle dove il percorso presenta sali e scendi ed è difficile per le squadre dei velocisti controllare la corsa e per gli scalatori fare distacchi. In queste tappe si lascia andare gli uomini fuori classifica in fuga lasciandogli la possibilità di lottare per un successo di tappa ).
Detto questo, in condizioni di normalità ( ovvero in mancanza di cadute, ventagli - spiegherò poi cosa sono - o forature ) all'arrivo di tappa il gruppo arriverà compatto in una tappa in pianura ( ergo tutti prenderanno lo stesso tempo al traguardo ) mentre in un arrivo in salita, o in una cronometro, ognuno avrà un tempo diverso. Facendo un esempio se Cavendish - velocista e vincitore di due tappe in questo Giro -  vince 2 tappe in pianura, a gruppo compatto, non guadagnerà secondi rispetto agli altri ciclisti ( a parte i 20" di abbuono ); se invece Pozzovivo stacca tutti di 1' in salita, e vince la tappa in solitario, guadagnerà un minuto sugli altri.
Alla fine delle 3 settimane di un Giro un velocista come Cavendish ha grande probabilità di vincere più tappe rispetto ad un altro ciclista ma non potrà mai indossare la maglia Rosa all'ultima tappa. Perchè? Perchè Cavendish nelle tappe in pianura, nonostante gli abbuoni di 20", non riuscirà mai a prendersi un margine di vantaggio tale da sopperire ai minuti che perderà in tutte le altre tappe ( di montagna o di cronometro ).

Esitono vari tipi di ciclisti: scalatori, velocisti, passisti, passisti-scalatori, cronoman, gregari, capitani ecc ( ve ne parlerò BENE in un prossimo articolo ).
La distinzione tra uno scalatore, un velocista e un passista-cronoman ( li metto assieme ) deriva da un fatto meramente FISICO derivante sia dal peso dell'atleta che dalla predominanza di fibre muscolari bianche o rosse.
In salita vanno più forte, per le leggi fisiche, coloro che pesano meno perchè hanno meno peso da trasportare su in salita, risultano più leggeri, fanno meno fatica.
In pianura invece dove ci vuole più massa fisica per non volare via ( soprattutto in caso di vento contrario ) hanno la meglio coloro che hanno fisici più pesanti.
NB. I ciclisti sono TUTTI magri. Qua stiamo parlando di struttura fisica, peso di ossa e muscoli!
Invece uno può diventare velocista se ha la predominanza di un tipo di fibre muscolari ( mi pare rosse ma non vorrei sbagliarmi ) che danno l'esplosività negli ultimi metri della corsa. Ci sono anche degli scalatori che hanno anche lo scatto e riescono a vincere volate in gruppi ristretti ma non riescono a competere con i velocisti per una questione di peso e la relativa potenza che riescono a sprigionare negli ultimi metri.

Ora, dicendolo in maniera grezza, in pianura gli scalatori si mettono in mezzo al gruppo "coperti" dai ciclisti più possenti e dai loro gregari non facendo fatica , riuscendo a star bene per tutta la tappa a ruota e finiscono la tappa comodamente in gruppo senza staccarsi e senza accumulare secondi. I velocisti, invece, non possono fare lo stesso discorso in salita dove si fa più o meno lo stesso sforzo sia stando davanti che a ruota ( provate voi stessi a prendere una bicicletta e ditemi se riuscite ad andare meglio in pianura o in salita ). In salita, purtroppo e come dicevo prima, è il peso che fa da padrone e il velocista è destinato a staccarsi accumulando anche 30 minuti in una tappa. Ecco perchè un Cavendish non potrà mai arrivare a Milano ( arrivo del Giro d'Italia ) con la maglia Rosa.

C'è da dire che esistono anche ciclisti, denominati passisti-scalatori, che riescono ad arrivare con gli scalatori in salita ( o perdere comunque poco ) e a vincere delle corse a tappe di tre settimane. Infatti in tre settimane, oltrechè le salite, i corridori saranno chiamati anche a svolgere delle cronometro che non sono altro che delle tappe in pianura, al massimo con degli strappetti, che vanno dai 10 ai 40 km, dove il ciclista si trova ad affrontare il percorso da SOLO. In queste tappe è normale che i corridori più pesanti saranno più avvantaggiati rispetto a quelli più leggeri che perderanno MOLTI secondi ( in caso di cronometro lunghe anche minuti ).

Ah, per vincere il Giro c'è bisogno anche di una cosa denominata, nel lessico ciclistico, "FONDO". Avere fondo significa avere la possibilità, fisica e mentale, di disputare le tre settimane senza avere cali. Infatti basta attardarsi in una tappa, prendendo dei minuti, per perdere una corsa di tre settimane. Purtroppo anche ai migliori, una volta nella vita, è capitato di perdere un Giro per una crisi di fame ( cattiva alimentazione durante la corsa che ti porta ad avere poche calorie bruciabili nell'ultima salita e quindi non si riesce più a mantenere il ritmo dei migliori e si perdono decine di minuti se va male ), o per una caduta, o, anche, per una foratura in un tratto di strada dove era difficile cambiare la ruota e si perdevano minuti, o per un ventaglio!

Finisco l'articolo spiegando, brevemente, cos'è un ventaglio! Il ventaglio è una particolare disposizione che assumono i ciclisti per proteggersi in gruppo dal vento laterale. Il problema è che coloro che se ne trovano fuori si imbattono nel vento forte, devono fare più fatica rispetto agli altri protetti dal ventaglio e finiscono, inesorabilmente, per staccarsi, prendendo anche molti minuti, a meno che non formino anch'essi un altro ventaglio che comunque andrà a prendere sempre un minimo distacco rispetto al primo formatesi sempre per le ragioni prima riportate.

Esempio di ventagli