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giovedì 25 ottobre 2007

Tour de France 2008: presentazione

E' stato svelato oggi il percorso dell'edizione 2008 del Tour de France che si annuncia innovativo. Non mancheranno infatti le novità,a partire dall'eliminazione per la prima volta dopo 40 anni del prologo d'apertura; la prima cronometro sarà affrontata dopo 4 giorni e misurerà "soltanto" 29 km,cosa inusuale per un evento come il Tour dove le crono l'hanno sempre fatta da padrona. Altre peculiarità di questo Tour 2008 saranno rappresentate drastica riduzione dei trasferimenti tra una tappa e l'altra e dall'assenza di abbuoni. Osservando con attenzione le singole tappe,emerge una lunga serie di frazioni adatte a colpi di mano; ciò lascia auspicare che non assisteremo ai soliti 10 giorni dedicati ai velocisti,i quali dovranno faticare per guadagnarsi la possibilità di giocarsi la vittoria allo sprint. Gli arrivi in salita saranno 4, uno dei quali sarà collocato a Pratonevoso: l'Italia sarà infatti sede di arrivo ma anche di partenza,dato che dopo il giorno di riposo si ripartirà da Cuneo. Da segnalare i graditi ritorni dell'Alpe d'Huez e di Lourdes-Hautacam. Verranno affrontati nell'ordine il Massiccio centrale,i Pirenei e le Alpi. La seconda cronometro,che si affronterà il penultimo giorno di corsa,misurerà 53 km,mentre l'epilogo si avrà come sempre sui Campi Elisi a Parigi. Durante la cerimonia,il direttore del Tour,Preudhomme,ha fatto sapere che nessuna squadra può avere la certezza già da ora di partecipare alla corsa francese e che i corridori dovranno tassativamente essere muniti del passaporto biologico.

Ecco a voi le tappe di questo Tour che si presentano decisamente più interessanti che quelle degli ultimi anni:

1.
Brest - Plumelec 195 km Tappa pianeggiante Sabato, 5 luglio
2. Auray - Saint-Brieuc 165 km Tappa pianeggiante Domenica, 6 luglio
3. Saint-Malo - Nantes 195 km Tappa pianeggiante Lunedì, 7 luglio
4. Cholet 29 km Cronometro individuale Martedì, 8 luglio
5. Cholet - Châteauroux 230 km Tappa pianeggiante Mercoledì, 9 luglio
6. Aigurande - Super-Besse Sancy 195 km Tappa di media montagna Giovedì, 10 luglio
7. Brioude - Aurillac 158 km Tappa di media montagna Venerdì, 11 luglio
8. Figeac - Toulouse 174 km Tappa pianeggiante Sabato, 12 luglio
9. Toulouse - Bagnères-de-Bigorre 222 km Tappa di montagna Domenica, 13 luglio
10. Pau - Hautacam 154 km Tappa di montagna Lunedì, 14 luglio

Pau Giorno di riposo Martedì, 15 luglio
11. Lannemezan - Foix 166 km Tappa di media montagna Mercoledì, 16 luglio
12. Lavelanet - Narbonne 168 km Tappa pianeggiante Giovedì, 17 luglio
13. Narbonne - Nîmes 182 km Tappa pianeggiante Venerdì, 18 luglio
14. Nîmes - Digne-les-Bains 182 km Tappa pianeggiante Sabato, 19 luglio
15. Digne-les-Bains - Prato Nevoso 216 km Tappa di montagna Domenica, 20 luglio

Cuneo Giorno di riposo Lunedì, 21 luglio
16. Cuneo - Jausiers 157 km Tappa di montagna Martedì, 22 luglio
17. Embrun - Alpe d'Huez 210 km Tappa di montagna Mercoledì, 23 luglio
18. Bourg-d'Oisans - Saint-Étienne 197 km Tappa di media montagna Giovedì, 24 luglio
19. Roanne - Montluçon 163 km Tappa pianeggiante Venerdì, 25 luglio
20. Cérilly - Saint-Amand-Montrond 53 km Cronometro individuale Sabato, 26 luglio
21. Étampes - Paris Champs-Élysées 143 km Tappa pianeggiante Domenica, 27 luglio

(tabella tratta da Wikipedia che ringraziamo)

lunedì 15 ottobre 2007

Parigi - Tours

Ieri si è corsa la Parigi - Tours; ad avere la meglio, su un lotto agguerrito di partenti, è stato il nostro Alessandro Petacchi che va ad aggiungere una nuova perla alla sua carriera e si prende una rivincita dopo un anno molto tormentato.
Al via, dicevamo, figuravano grandi nomi quali quelli di Oscar Freire, in cerca di un riscatto dopo il Mondiale fallito, e giunto 3° al traguardo; Robbie Mc Ewen; Thor Hushovd; Philippe Gilbert, protagonista, invece, di un gran Mondiale,Filippo Pozzato e tanti altri.
La corsa è stata ravvivata fin dall'inizio da una fuga a tre dove si è distinto Manuel Quinziato che, una volta lasciati per strada i suoi compagni di fuga, ha avuto il merito di proseguire nell'azione solitaria fin a 8km dal traguardo mantenendo un buon ritmo.
Una volta tornato il gruppo compatto si sono susseguiti degli scatti tra cui va citato quello che ha visti protagonisti Filippo Pozzato, Karsten Kroon e Philippe Gilbert; andati via su uno strappettino, hanno proseguito l'azione di comune accordo fino al chilometro dal traguardo, dove il gruppo li ha riassorbiti complice una loro mancanza di fiducia nel buonesito della fuga.
Da segnalare anche la fuoriuscita dal gruppo di Fabian Cancellara che, assieme a Gutierrez (Caisse d'Epargne) e Flecha, ha tentato di riportarsi sul trio al comando. Se ciò fosse riuscito, la CSC avrebbe potuto contare su ben 2 uomini.
La volata è stata disputata sul lungo rettilineo di Tours (2 km); Petacchi,tirato da Zabel,è stato autore di una volata magistrale distanziando di una bicicletta Chicchi che ha bruciato di poco Oscar Freire rallentato da una sbandata di McEwen.
Da segnalare il discreto 29° posto del buon Inaki Isasi, il migliore tra i naranja, che conclude una stagione molto sofferta caratterizzata da ben due fratture alla clavicola.
Classifica:
1 Alessandro Petacchi (Ita) Team Milram 5.32.37 (46.179 km/h)
2 Francesco Chicchi (Ita) Liquigas
3 Oscar Freire Gomez (Spa) Rabobank
4 Steven De Jongh (Ned) Quick.Step - Innergetic
5 Allan Davis (Aus) Discovery Channel
6 Robbie McEwen (Aus) Predictor - Lotto
7 Alexandre Usov (Blr) AG2r Prévoyance
8 Thor Hushovd (Nor) Crédit Agricole
9 Aurélien Clerc (Swi) Bouygues Telecom
10 Romain Feillu (Fra) Agritubel

domenica 14 ottobre 2007

Giro dell'Emilia

Si è disputato ieri il giro dell'Emilia,classica italiana caratterizzata da un percorso molto duro e dall'arrivo in cima al San Luca,salita dalle pendenze infernali da ripetere 4 volte. La corsa è stata movimentata da diverse fughe iniziali che hanno visto protagonisti Boggia,Simone Masciarelli e Rast. Sulla penultima scalata del San Luca si decide la corsa:praticamente si forma un gruppetto di 10 uomini con dentro tutti i migliori ad eccezione di Simoni,Di Luca e Visconti. I 10,a cui si unirà Gesink alla fine della discesa,viaggiano di comune accordo fino ai piedi dell'ultima salita; a questo punto è Sastre a rompere gli indugi e a forzare il ritmo,inseguito da Evans. Il momento chiave è a 2 km dal traguardo quando,in seguito a una progressione di Rebellin,perdono terreno nomi di spicco come Cunego,Riccò e Evans. Rimangono a giocarsi la vittoria Rebellin,Frank Schleck e Horner,ma l'americano della Predictor Lotto è costretto anche lui a cedere al ritmo forsennato del veneto della Gerosteiner che sembra avviarsi al bis dopo il trionfo di un anno fa,ma a 300 metri dal'arrivo rinviene fortissimo il più grande dei fratelli Schleck che si va a imporre con decisione candidandosi a un ruolo da protagonista nel giro di Lombardia in programma sabato prossimo. Da segnalare il ritiro del campione del mondo Paolo Bettini.
Classifica:
1 Fränk Schleck (Lux) Team CSC 5.22.17
2 Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner 0.01
3 Chris Horner (USA) Predictor - Lotto 0.05
4 Riccardo Ricco (Ita) Saunier Duval - Prodir 0.10
5 Damiano Cunego (Ita) Lampre - Fondital 0.18
6 Cadel Evans (Aus) Predictor - Lotto 0.25
7 Sylvester Szmyd (Pol) Lampre - Fondital 0.26
8 Luca Mazzanti (Ita) Ceramica Panaria - Navigare 0.48
9 Alexandr Kolobnev (Rus) Team CSC 0.56
10 Robert Gesink (Ned) Rabobank 1.00

domenica 30 settembre 2007

Stoccarda 2007: Donne

Dopo dieci anni il titolo mondiale femminile torna in Italia e a vincerlo è Marta Bastianelli,laziale,giovanissima. Non partiva con i favori del pronostico i quali prevedevano una lotta a due tra l'olandese e l'altra italiana Cantele,ma riuscendo a sfruttare un momento di esitazione da parte delle inseguitrici,piazza un allungo a 15 km dall'arrivo e tira dritto con decisione. Dietro a inseguire con decisione è solo la russa Bubnenkova,troppo poco per impensierire l'italiana che riesce a superare anche un problema alla catena occorsogli a meno di 10 km dalla meta. E così Bastianelli giunge sul traguardo con un margine rassicurante e vince a braccia alzate dimostrandosi la più forte. Alle sue spalle l'ex iridata Vos e l'italiana Bronzini. A completare la festa azzurra ci pensa Cantele,che nonostante una caduta,riesce a piazzarsi quinta. Oggi tocca agli uomini.

Classifica:
1 Marta Bastianelli (Italy)                  3.46.34 (35.406 km/h)
2 Marianne Vos (Netherlands) 0.06
3 Giorgia Bronzini (Italy)
4 Svetlana Bubnekova (Russian Federation)
5 Noemi Cantele (Italy)
6 Emma Johansson (Sweden)
7 Marina Jaunatre (France)
8 Oenone Wood (Australia)
9 Alex Wrubleski (Canada)
10 Emma Pooley (Great Britain)

Killer

venerdì 28 settembre 2007

Stoccarda 2007: Cronometro

Fabian Cancellara si dimostra ancora una volta il migliore nelle cronometro dando a Laszlo Bodrogi, secondo, addirittura 52". Al terzo posto chiude Staf Clement a 57" battendo di pochi secondi Grabsch, quest'ultimo supportato dal fatto di correre in casa.
Discreti gli italiani: Pinotti giunge 14° a 2'20 da Cancellara, raggiunto dal suo compagno di squadra Grabsch; Nibali chiude 19° risultato che è stato influenzato dal fatto di essere partito tra i primi e di aver trovato pioggia sul percorso.
Male Zabriskie, 12° a 2'13", che alla vigilia, per la sua passata storia, almeno fino l'anno scorso, poteva sembrare un uomo da podio; ma quest'ultimo anno Zabriskie non si è dimostrato all'altezza degli anni precedenti e in più ha sempre sofferto i terreni caratterizzati da tante curve. Male anche Bradley Wiggins, 10°, che quest'anno ha fatto vedere cose eccellenti a cronometro ma che non è riuscito ad esprimersi al meglio su questo tracciato. Malissimo Vladimir Karpets 21° a quasi 3 minuti. Un po' meglio José Gutierrez Palacios che giunge 7° staccato di quasi due minuti da Cancellara e Gusev 6° a 1'47".
La gara, come si è detto, è stata caratterizzata dalla pioggia nella prima parte che ha condizionato il risultato di alcuni atleti.

Classifica:

1 Fabian Cancellara (Switzerland) 55.41.3 (48.380 km/h)
2 Laszlo Bodrogi (Hungary) 0.52.1
3 Stef Clement (Netherlands) 0.57.8
4 Bert Grabsch (Germany) 1.12.2
5 Sebastian Lang (Germany) 1.17.5
6 Vladimir Gusev (Russia) 1.47.0
7 José Gutierrez Palacios (Spain) 1.56.2
8 Andrey Mizurov (Kazakhstan) 2.02.7
9 Vasili Kiryienka (Belarus) 2.03.5
10 Bradley Wiggins (Great Britain) 2.10.8

Joy

Lotte di potere, magistrati e doping...la fine di uno sport

Uso questo titolo per parlare delle ultime vicende che stanno caratterizzando il nostro amato sport in questi ultimi tempi. Purtroppo penso che questo testo si arricchirà di ulteriori capitoli almeno fino a quando non saranno poste delle regole e ritrovati degli equilibri entro questo mondo.
Prima di iniziare a trattare i fatti di oggi mi sembra opportuno dare il mio punto di vista sulla tematica.
Doping:
Iniziamo dal doping: il doping esiste da quando lo sport esiste. Questo è un concetto che tutti dovrebbero aver ben chiaro. Cambiano i metodi e i ritrovati ma la sostanza è sempre quella. Da quando c'è la competizione, il premio finale (che esso sia la gloria, il denaro o un prosciutto) esiste il doping: chi arriva secondo vuole arrivare primo, chi è primo vuole spingersi più in là, fare nuovi record...e sono rari i casi in cui l'umano accetta la sconfitta e i suoi limiti.
Potremmo star ore a discutere sul doping, sulla sua non eticità, sul fatto che è causa di malattie in quanto va ad interferire sull'equilibrio del corpo umano...
Ma al di là di tutto io penso una cosa: i ciclisti, come tutti gli sportivi, sono adulti, sannò i rischi a cui vanno incontro (oggigiorno non si può più credere che il ciclista/sportivo sia ignorante in materia di doping o rischio derivante dall'uso di sostanze dopanti - a tal fine consiglio la lettura di alcune interviste a Manzano dove più che un ciclista sembra un laureato in farmacia!) e sanno che dopandosi commettono una cosa non etica. Nel momento in cui si dopano fanno una scelta di vita; decidono di preferire la possibilità di una vita economicamente agevole (non penso che uno si dopi al fine di prendere 1000 euro al mese, ma con la speranza di arrivare a prendere quanto i big) a quella di vivere una vita "sana". Va anche ricordato il fatto che l'ammalarsi per doping è una possibilità anch'essa, non è una certezza... si rischia; c'è a chi va bene e a chi no.
Lotta al potere:
Ora viene la parte più gustosa, la particolarità che rende il ciclismo così diverso da tutti gli altri sport. Facciamo un paragone: calcio e ciclismo. Nel calcio ci sono sponsor miliardari, diritti tv e una lega di A e B che si spartisce un enorme patrimonio che, alla fine, rende felici tutti. Nel ciclismo, invece, gli sponsor sono pochi e le somme di denaro da trattare, conseguentemente, sono esigue; ma c'è una miriade di forze che vogliono accaparrarsi il tutto a scapito delle altre.
Si potrebbe fare a caso l'esempio della lotta intestina tra l'Uci, da una parte, e i grandi giri, dall'altra, nel cui mezzo, sempre più spesso, vanno ad inserirsi le federazioni nazionali con i relativi uomini di spicco forse per rendere più ingarbugliata una situazione già di per se di difficile lettura. Tutto nasce quando l'Uci ha la brillante idea di costituire l'Uci Protour il 22 aprile 2004 da un'idea di Hein Verbruggen. Tale nasce dall'idea di riunire assieme le corse ciclistiche più importanti e le squadre più rappresentative con gli atleti migliori; il tutto sembrerebbe una bella idea se non fosse per un piccolo particolare: chi decide quali sono le corse e le squadre migliori? In base a quali criteri? Ebbene, un appassionato di ciclismo direbbe che le corse migliori sono quelle che hanno una storia e/o bei percorsi e le squadre migliori sono quelle che garantiscono un migliore spettacolo...ma non è così per l'Uci: per l'Uci il migliore (che sia percorso o squadra) è colui il quale ha la maggiore capacità di pagare una pigione per garantirsi un posto sicuro tra gli eletti (che siano corse o squadre). Quindi non scandalizziamoci nel vedere corse con una certa storia (come ad esempio il Giro del Lazio, il Matteotti, il Giro del Veneto...) fuori dal tracciato Protour a favore di corse amorfe come il Giro di Polonia. L'Uci Protour è una grande macchina di denaro, dove lo spettacolo, il lavoro di persone, la passione di altre, vengono usati al fine di creare un guadagno certo per un ristretto numero di persone poste al vertice del sistema...è l'economia che invade anche questo sport.
Ora, però, viene il bello; che è la causa di tutti i fatti che siamo costretti a sorbirci in questi giorni. I grandi Giri e le corse in generale non sono di proprietà dell'Uci ma appartengono ad altri organismi; ad esempio il Giro d'Italia è dell'Rcs, il Tour dell'Aso e la Vuelta della Unipublic. A queste corse viene imposto dall'Uci di entrare nel Protour (in quanto se ti ritrovi fuori del Protour passi a corsa di livello B in quanto le squadre del Protour, con un organico ridotto, si ritrovano già a dover correre con gli uomini migliori nelle corse Protour -a cui pagano il diritto d'accesso- ergo non hanno interesse di schierare i loro big pure in altre corse) in più l'Uci vorrebbe, sempre con più persistenza, appropriarsi di parte degli esigui diritti televisivi che attualmente vanno agli organizzatori delle corse. E gli organizzatori non ci stanno...
Chi ci rimette?
I ciclisti! Beh, sono coloro i quali dovrebbero dare spettacolo (con o senza doping), su di loro si regge il ciclismo come sport...il resto non interessa all'appassionato e al pubblico in generale.
I ciclisti di per se sbagliano a doparsi, e qua siamo d'accordo, ma se qualcuno mi sa dire uno sport dove nessuno si dopa e mi sa dimostrare che può esistere quest'isola felice si faccia avanti... Il punto della situazione è quello che su ogni sport ci sono dopati ma solo nel ciclismo vengono fuori tutti questi scandali e in prossimità delle gare più importanti, andando a riguardare nomi di spicco, falsificando i risultati di una corsa (già falsificati dal doping) ma che vengono ulteriormente falsificati dai giochini politici di gente che non è mossa dalla passione della bicicletta, non se ne può fare niente di ciò, ma che è mossa solo da interessi politici ed economici e gioca sul lavoro dei ciclisti e sulla passione e pazienza di tanta gente come noi che fin da piccoli abbiamo eletto idoli questi uomini del pedale e che ora ci vengono tolti uno ad uno con motivazioni che vanno dagli esami del sangue positivi al doping (e qua purtroppo non si può dire niente) a presunte frequentazioni di medici (e qua c'è molto da dire).
Il signor Ettore Torri che dovrebbe conoscere il diritto, dovrebbe sapere che la legislatura italiana è garantista ed il colpevole è tale solo qualora venga giudicato in un regolare processo, composto da tutti gli appelli possibili, e con prove schiaccianti. Non esiste la possibilità che un presunto omicida (nb. nel nostro ordinamento si deve dire "presunto" pena querela per diffamazione) venga condannato prima che le prove non vengano analizzate e non vi sia un processo con un contradditorio dove ognuno porta le prove che ritiene utili. Non si capisce pertanto come mai lo sport, che è un'istituzione all'interno della società nonchè un'istituzione dove avviene la formazione dell'uomo, debba avere delle leggi che vadano al di là e al di sopra di quelle costituzionali che invece tutelano i diritti personali e la presunzione d'innocenza. Il diritto sportivo non può andare al di sopra delle leggi statali senza essere definito incostituzionale e se è vero che ogni testo di diritto pubblico parte dal fatto che il diritto è un sistema gerarchico a cui capo viene posta la costituzione, poi le leggi costituzionali, ecc... delle leggi sportive che vanno contro gli articoli 13, 23, 25 della Costituzione non possono operare in uno stato di diritto costituzionale.
A parte questo problema di titolarità del diritto; si può rilevare un abuso d'ufficio e mobbing da parte di tutti coloro che spingono i ciclisti a firmare carte intimidatorie con il vincolo di firmarle pena il non poter esercitare il proprio lavoro; in questo caso vengono violati i diritti di lavoro e il contratto, almeno per l'ordinamento italiano, è da considerarsi nullo mancando la volantarietà dell'atto.
Come mai ho fatto quest'analisi giuridica (piuttosto grezza)? Per farvi capire che i ciclisti sbagliano, sbagliano a non procurarsi avvocati, a non costruire un'associazione in difesa dei loro diritti formata, non da corridori, bensì da avvocati ben preparati. Sbagliano ad essere individualisti, pensare ognuno per i fatti loro, i più forti vivono con la paura di essere i prossimi, le seconde linee sperano che togliendosi i più forti diventeranno le prime linee ma non si rendono conto, che a quel punto, saranno loro nel mirino del sistema... Socrate diceva che la tirannide funzionava solo se il tiranno riusciva a creare sospetto e tensione tra il popolo... beh, se chiamiamo tiranno l'Uci e popolo i ciclisti la massima viene rispettata.
Come mai tirare in ballo i ciclisti?
Avete presente ciò che è successo a questo Tour de France? Caso Rasmussen? Ebbene, cos'è successo? Tv abbandonano il Tour, perdita economica da parte del Tour; il Tour il prossimo anno nel contrattare i diritti televisivi è la parte debole e dovrà fare salti mortali per garantirsi delle buone entrate. Si tirano in ballo i ciclisti di spicco, vincitori di Giri, Tour, Vuelte (non a caso) per far diminuire il potere contrattuale di Aso, Rcs ecc e per rendere l'Uci in posizione sempre più dominante e monopolistica.
La fine del ciclismo? L'Uci
Il ciclismo si fonda sulla passione, le organizzazioni come ad esempio l'Aso, è vero che guadagnano molti soldi con il ciclismo ma hanno ancora un'impronta territoriale che tende a far crescere l'evento che essi stessi curano anche per favorire il territorio dove esso si svolge (es. il Tour è anche un mezzo per promuovere la Francia turisticamente).
L'Uci non ha a cuore il bene del ciclismo ma solo quello dei suoi esponenti di spicco; non si faranno problemi a spostare le corse (come già avviene) in Arabia, Cina, Giappone e di chiudere queste corse storiche, con la loro tradizione e bellezza per andare verso i mercati che offrono più denaro. Un modo per andare in questa direzione e far morire il ciclismo qua in Europa, eliminando corse, campioni e ... tifosi! Diciamocelo chiaramente; un Mc Quaid che si dichiara paladino della salute dei corridori fa sorridere! Parla di salute ed è pronto a spostare in Cina, un paese dove una bambina di 8 anni è costretta a fare km al giorno di corsa (e non prenderà niente?) e dove, nell'atletica, il doping imperversa, il ciclismo? Non facciamoci ingannare.
Questa lotta al doping è una buffonata! Se è possibile eliminare il doping (cosa che mi pare impossibile) non si elimina in questo modo ma, magari, attraverso l'istruzione.
I tifosi...
Ho iniziato a seguire questo sport nel 1998 e mi divertivo, per me i ciclisti erano eroi, li conoscevo per nome, entravano in casa mia come parenti o amici.
Ogni anno, però, si perdeva un pezzo per strada...una parte di quel mondo che mi accompagnava dalla Sanremo fino al Lombardia. Quest'ultimo anno, soprattutto, è stata una cosa incredibile, disgustosa (parola tanto usata da Simoni ma che esprime bene il concetto).
Che vi posso dire? Non demoralizzatevi, continuate a supportare i vostri campioni, è nel momento del bisogno che servono i tifosi, gli appassionati che ti fanno sentire il calore umano. Io tifo Heras, Mayo, Valverde, Isasi in primis e poi molti altri; continuo a farlo a testa alta perchè so che si dopano ma so anche che tutti o (facciamo i buonisti) il 90% si dopano e che se hanno vinto 1, 2, 10 corse hanno vinto perchè, oltre al doping, c'era altro: classe, testa, fantasia e c'era un uomo.Non dimentichiamoci mai che i ciclisti sopra ogni altra cosa sono uomini che si allenano tutti i giorni, stanno sotto rigida dieta e conducono una vita non invidiabile (basti l'esempio che devono essere reperibili per i controlli 365 giorni l'anno).
Mettetevi in testa che se volete vedere lo sport "pulito", senza doping, non lo troverete nè sulle gare professionistiche, nè sulle amatoriali, nè in palestra... dove c'è competizione non c'è mai la pulizia.
Mettevi in testa che, però, abbiamo il diritto di vedere un sport non falsificato dai giochi politici di Uci, Wada, Coni ecc...
Parliamo di Coni?
Beh, il Coni trae soldi soprattutto dal calcio. E il calcio è pieno di cose non propriamente chiare. Cosa fare allora? Spostiamo l'attenzione su un'altro sport, ad esempio, perchè no? Il ciclismo. E togliamo l'attenzione dei media dal calcio. Così di fronte alle designazioni degli arbitri che si sanno prima di quando vengono effettivamente fatte, di fronte ai falsi in bilancio, si dà risalto più al Di Luca o Bettini di turno... Torri dice che ha cuore la salute dei ciclisti? Ma veramente? Da una definizione dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) si definisce la salute non solo come salute fisica ma anche come salute psichica. Torri dando squalifiche sempre e comunque prima delle gare importanti (Petacchi, Di Luca... ora verranno Riccò e Simoni al Giro 2008) oppure dando squalifiche senza prove (Caruso) va sicuramente a minare la salute psichica di un umano che sputa sangue e tempo e fatica ad allenarsi per quell'appuntamento.
In conclusione:
Non so scrivere, mi dispiace, ma spero di avervi dato, seppure confusamente degli spunti di riflessione... avrei tanto altro da dire, scrivere, commentare... purtroppo ho poco tempo e, come dicevo, non sono un drago nell'esporre.
Ho solo da dire 3 cose:
VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!! Rivolto a tutti quelli che "mangiano" su questa storia.

SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ai ciclisti, è ora di far valere i vostri diritti.

NON DIAMOGLIELA VINTA!!! Questa è rivolta a voi: dimostriamo di essere umani; l'uomo è tale perchè prova emozioni; purtroppo il Dio denaro spesso e volentieri ci fa dimenticare la bellezza di essere uomini. Dimostriamo che siamo più forti, più testardi, di ogni soldo che rovina l'autenticità della nostra passione. Lottiamo per ciò che amiamo!

giovedì 27 settembre 2007

Ciclofollia 8 - Auro Bulbarelli

Osservate l'uomo di questo video...chi vi ricorda?



E' lui o non è lui? Certo che è lui!!!!
Ecco a voi "Mr" Auro Bulbarelli che si diletta, ovviamente senza successo, nel biliardo!

Qui invece potrete notare Auro, a Spoleto, che si prepara alla diretta col suo stile inconfondibile:



Ma che fa? Sta forse al tavolo a pranzare? E da solo?

Vediamo da un'altra inquadratura i tavoli dove è seduto il Bulba:



Ecco infatti il risultato:



Bulbarelli risulta in formissima!!!

Invece ecco il Bulba che indossa un paio di occhiali discreti per passare inosservato ai suoi fans (o, più probabilmente a tutti quelli che lo rincorrono tirandogli pomodori e quant'altro):



E ora vi lancio un appello!!!
In commenti ognuno di voi metta le gaffe che si ricorda tra quelle che il Bulba fa in ogni telecronaca!!!

Alcune fra quelle che ho appuntato o letto in giro:

  • ALESSANDRO Valverde -> al posto di Alejandro
  • Jens Foktttttttt -> per Voigt (che si legge Fot)
  • GIIIIIORG Hincapie -> però questo gliel'ho urlato pure io!
  • Freire vive a Torrelaguna (Torrelavega)
  • 1 miliardo di persone sta guardando la Roubaix
  • Cunego, mani basse sui pedali
  • la carovana lascia la provincia di Savona ed entra in quella di Cunego
  • Passaggio del gruppo nel paese di Tre Palle:"beh gli abitanti di questo paese son tutti dei fenomeni"
  • Kessler prima aveva ereditato un appartamento dalla zia, poi più appartamenti...nelle ultime telecronache Kessler aveva ereditato 300 castelli!!!! Per fortuna che Kessler ha trovato il modo di farsi trovare positivo ad un test antidoping!

domenica 23 settembre 2007

Vuelta 20° tappa: Rivas Vaciamadrid - Madrid

Tris di Bennati,che con l'affermazione di oggi raggiunge Sanchez tra i plurivittoriosi di questa Vuelta con 3 successi. Grazie ad esso "il Benna" vince la classifica a punti,negando l'einplain a Menchov,titolare di tutte le altre 3 maglie (classifica generale,montagna e combinata). La tappa di oggi si è svolta ad andatura tranquilla per tutta la prima parte,per poi accelerare nei pressi dell'arrivo,quando sono entrati in scena le squadre dei velocisti. Allo sprint Bennati si impone di pochi centimetri su un buon Petacchi che contende fino alla fine la vittoria all'aretino. Va così in archivio anche la 62° edizione del giro di Spagna,che ha mostrato un Menchov inattaccabile,la grinta di Sastre e Sanchez e le grandi volate tra grandi nomi,da Petacchi a Freire,passando per Zabel e Bennati. Tanti spunti degni di nota insomma,ma adesso tutte le attenzioni si sposteranno sui mondiali di Stoccarda...
Classifica di tappa:
1 Daniele Bennati (Ita) Lampre - Fondital 2.37.27
2 Alessandro Petacchi (Ita) Team Milram
3 Alexandre Usov (Blr) AG2r Prévoyance
4 Mark Renshaw (Aus) Crédit Agricole
5 Davide Vigano (Ita) Quickstep - Innergetic
Classifica finale:
1 Denis Menchov (Rus) Rabobank 80.59.07
2 Carlos Sastre (Spa) Team CSC 3.31
3 Samuel Sánchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 3.46
4 Cadel Evans (Aus) Predictor - Lotto 3.56
5 Ezequiel Mosquera Miguez (Spa) Karpin Galicia 6.34

Killer

sabato 22 settembre 2007

Vuelta 20° tappa: Villalba-Villalba

Super Sanchez colpisce ancora. Il basco della Euskaltel Euskadi vince anche la cronometro odierna e si porta a casa la sua terza tappa in questa edizione della Vuelta,ma non è tutto,perchè grazie alla grande prova di oggi,riesce nell'intento di salire sul podio in classifica generale,scalzando Evans di 10 secondi. In pratica un trionfo per "Samu" che aveva iniziato la Vuelta senza brillare particolarmente ma dimostrando una crescita graduale lungo l'arco delle 3 settimane. Sui 20 km della crono di oggi,si lascia alle spalle un buon Menchov che ha voluto onorare la maglia amarillo con un'azione notevole,chiudendo a soli 12 secondi da Sanchez e il campione olandese della crono Clement. A seguire Barredo.Gonzales e lo sconfitto di giornata,Cadel Evans,che infatti perde anche il terzo posto in classifica,in virtù del fatto che Sastre si difende discretamente,non andando praticamente mai in affanno. Domani passerella finale sulle strade di Madrid che incoroneranno il dominatore di questa Vuelta,il russo Menchov,alla sua seconda vittoria della corsa spagnola,e ultimo scontro Bennati-Petacchi finora pari nel conto delle vittorie,2 a testa,chi si aggiudicherà la bella?

Classifica di tappa:
1 Samuel Sánchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 22.11
2 Denis Menchov (Rus) Rabobank 0.12
3 Stef Clement (Ned) Bouygues Telecom 0.14
4 Carlos Barredo (Spa) Quickstep - Innergetic 0.16
5 Santos González (Spa) Karpin Galicia 0.18

Classifica generale:
1 Denis Menchov (Rus) Rabobank 78.21.40
2 Carlos Sastre (Spa) Team CSC 3.31
3 Samuel Sánchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 3.46
4 Cadel Evans (Aus) Predictor - Lotto 3.56
5 Ezequiel Mosquera (Spa) Karpin Galicia 6.34


Killer

venerdì 21 settembre 2007

Vuelta 19° tappa: Ávila - Alto de Abantos

Potremmo dire "peccato che sta per finire",infatti questa Vuelta partita in sordina,forse disegnata abbastanza male,in questi ultimi giorni sta regalando tappe molto appassionanti. La giornata di oggi prevedeva l'ultimo arrivo in salita,quindi era anche l'ultima occasione per chi voleva attaccare,e così è stato. Classica fuga iniziale,composta da una decina di corridori,tra i quali l'instancabile Vanotti,all'ennesima fuga nell'arco delle 3 settimane. E' proprio il bergamasco a scollinare,da solo,sul primo passaggio di giornata sull'alto de Abantos,con 30 secondi di vantaggio su Isasi e Lopez Garcia,e poco meno di un minuto sul gruppo. Il gruppo dei migliori transitava a 2 minuti e mezzo. Nel lungo tratto di discesa che seguiva,si è assistito al rimescolamento della situazione,con i battistrada di nuovo tutti insieme e il gruppo dietro che si avvicinava prepotentemente. Gran lavoro dell'Euskaltel Euskadi che si concretizzava con l'allungo di Igor Anton sulle prime rampe della salita conclusiva,ma questo attacco non sortisce l'effetto sperato,infatti il gruppo rinviene ben presto sul giovane basco. A questo punto a muoversi è il capitano dell'Euskadi,Samuel Sanchez,che scatta e mette tra se e chi lo seguiva qualche decina di metri,ma nemmeno questa appariva come un'azione decisiva. A rompere gli indugi,a 9 km dall'arrivo,è Carlos Sastre che si mette all'inseguimento di Sanchez con grande decisione; a seguirlo sono Menchov,Moreno e lo stesso Sanchez,mentre va subito in difficoltà Cadel Evans e insieme a lui Beltran,Mosquera,Efimkin e Barredo. Una volta che Sastre e Sanchez si sono resi conto di aver distanziato Evans,si sono visti la possibilità di raggiungere un podio che appariva fin a quel momento insperato,e allora,dandosi cambi regolari,hanno dato tutto fino all'arrivo,dove lo spunto di Sanchez gli ha permesso di vincere la seconda tappa in questa Vuelta; secondo un deluso Dani Moreno,a seguire Sastre,Menchov e Anton,mentre Evans giunge a 1.25 da Sanchez e domani è chiamato a disputare una grande cronometro per riappropriarsi del secondo posto in classifica; nel frattempo Menchov al 99% vincerà la sua seconda Vuelta di Spagna.

Classifica di tappa:
1 Samuel Sánchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 3.37.01
2 Daniel Moreno (Spa) Relax - Gam
3 Denis Menchov (Rus) Rabobank 0.03
4 Carlos Sastre (Spa) Team CSC
5 Igor Antón (Spa) Euskaltel - Euskadi 0.14
Classifica generale:
1 Denis Menchov (Rus) Rabobank 77.59.17
2 Carlos Sastre (Spa) Team CSC 3.02
3 Cadel Evans (Aus) Predictor - Lotto 3.49
4 Samuel Sánchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 3.58
5 Ezequiel Mosquera (Spa) Karpin Galicia 5.23

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