Mark Cavendish si impone in volata su Matthew Goss e Daniele Bennati.
La maglia rosa rimane sulle spalle del lituano Ramunas Navardauskas.
Cavendish ha dedicato la vittoria alla sua fidanzata e alla piccola figlia Delilah Cavendish, nata il 3 aprile, che erano all'arrivo. L'inglese ha anche portato sua figlia alla premiazione.
Si è da poco conclusa la quarta tappa del Giro d'Italia che prevedeva una cronosquadre di 33,2 km a Verona. Ad imporsi è stata la Garmin davanti alla Katusha di Joaquin Rodriguez, migliore tra i favoriti alla vittoria finale, e all'Astana di Kreuziger.
La BMC, squadra della maglia rosa Phinney, è arrivata solo decima pagando una quarantina di secondi alla Garmin. A compromettere il risultato della squadra americana sono state sicuramente le precarie condizioni fisiche di Phinney che era stato vittima di una caduta nella terza tappa a causa della quale aveva riportato una ferita profonda alla caviglia destra. Phinney è stato sfortunato anche in questa frazione andando fuoristrada, in una curva della discesa di Castelrotto, e imbarcando una discreta quantità d'erba nei raggi della ruota posteriore della sua bicicletta. Questa disavventura ha sicuramente fatto perdere ulteriori secondi preziosi alla sua squadra e lo ha costretto a cedere la Maglia Rosa al lituano Ramunas Navardauskas per 13". E' la prima volta che un appartenente a questa Nazione riesce a vestire il simbolo del primato al Giro; questo è stato possibile nonostante che il 24enne, alla vigilia della crono, non fosse il miglior piazzato della sua formazione nella classifica generale. Infatti, fino a ieri, c'era Alex Rasmussen a ricoprire la terza posizione nella generale ma oggi non è riuscito a mantenere le ruote dei suoi compagni durante la cronometro andandosi a staccare a metà percorso.
Tra i Big da segnalare la splendida prestazione della Katusha, con a capo Joaquin Rodriguez, che sembra aver portato davvero una squadra competitiva al Giro; conoscendo le grandi potenzialità di Rodriguez in salita credo che, salvo cali nelle tre settimane, si possa candidare come favorito principale alla vittoria finale. Ottima prestazione anche dell'Astana di Kreuziger; squadra che ha dimostrato di avere più compattezza e sincronismo nel darsi i cambi che grandi abilità dei singoli atleti. Anche Kreuziger andrà a affrontare le salite del Giro con un piccolo vantaggio sui vari Basso, Scarponi, Schleck ecc anche se mi sembra meno esplosivo, quando la strada si impenna, di Rodriguez.
La cronosquadre, nonostante le funeste previsioni della vigilia, non ha poi causato grandissimi distacchi tra i big che al massimo hanno perso una trentina di secondi fra di loro. Il Giro rimane ancora apertissimo e interessante da seguire!
Da sottolineare il comportamento esemplare di Phinney che ha abbracciato e ringraziato tutti i suoi compagni di squadra per il gran lavoro svolto a fine corsa. Queste sono le immagini che mi piacciono e che voglio vedere sempre più spesso nel ciclismo e non quelle di lunedì scorso!
Ramunas Navardauskas quarta tappa Giro 2012
ORDINE D'ARRIVO:
1. GARMIN-BARRACUDA in 37'04"
Ryder Hesjedal CAN,
Tyler Farrar USA,
Rober Hunter (SudAfrica),
Christian VandeVelde USA,
Ramunas Navardauskas LIT
2. KATUSHA a 5":
Joaquim Rodriguez (SPA)
3. ASTANA a 22":
Roman Kreuziger (Rep.Ceca)
CLASSIFICA GENERALE:
1 NAVARDAUSKAS Ramunas LTU
2 FARRAR Tyler USA a 10''
3 HUNTER Robert a 10''
4 HESJEDAL Ryder CAN a 11''
5 PHINNEY Taylor USA a 13''
6. BOARO Manuale a 19"
7 THOMAS Geraint GBR a 21''
8 ROSSELER Sebastien BEL a 25''
9 VANDEVELDE Christian USA a 26''
10 RODRIGUEZ OLIVER Joaquin ESP a 30''
La terza frazione di questo Giro d'Italia ha visto imporsi Matthew Goss su Josè Haedo e Tyler Farrar. L'australiano va così a conquistare la seconda vittoria nella Corsa Rosa dopo quella del 2010 avvenuta nella frazione Frosinone - Cava dei Tirreni.
La volata è stata caratterizzata da una brutta caduta causata da una manovra azzardata del velocista italiano Roberto Ferrari che è andato a tagliare la strada, a 75 km/h, a Mark Cavendish che nulla ha potuto per evitare lo scontro e il conseguente effetto domino che ha portato alla caduta di una decina di corridori tra cui la maglia rosa Phinney che ha avuto la peggio con una profonda ferita alla caviglia.
Cavendish, attraverso twitter, ha così commentato l'accaduto:
Mark Cavendish
@MarkCavendish: "Apparently Roberto Ferrari has said to
journalists, when asked about the incident, that he can't see what
happens behind him & doesn't care" e "Is the team of Roberto Ferrari or the UCI going to do the right thing?
Other riders, including myself, have been sent home for much less."
Traduzione ( fatta da me quindi prendetela con le pinze! ): "Sembrerebbe che Roberto Ferrari ha detto ai giornalisti, che gli chiedevano dell'incidente, che lui non poteva vedere cosa accadeva dietro di lui e che non gli importava" e "Il team di Roberto Ferrari ( la Androni Giocattoli ) o la UCI prenderanno il giusto provvedimento ( lui dice letteralmente "faranno la cosa giusta" )? Altri corridori, incluso me stesso, sono stati mandati a casa per molto meno".
Dò pienamente ragione a Mark Cavendish; come i lettori più assidui di questo blog sapranno raramente ho usato questo spazio per schierarmi in queste situazioni a favore o contro un ciclista favorendo più il racconto oggettivo di quello che succedeva in gara ma, in questa situazione, voglio spendere due parole riallacciandomi alle dichiarazioni di Cavendish. Nel ciclismo si viene, ad esempio, rimandati a casa se si arriva fuori tempo massimo. Per chi non lo sapesse il tempo massimo è un tetto che viene posto a discrezione degli organizzatori di una corsa, tappa per tappa, e si calcola partendo dal primo ciclista che giunge al traguardo. Ad esempio; se ieri il primo ciclista percorreva la tappa in sei ore e il tempo massimo era di 30 minuti, i ciclisti che percorrevano il percorso di tappa in sei ore e 40 minuti venivano rimandati a casa; certi, in passato, sono stati rimandati a casa anche se questo ritardo era stato provocato da cadute, ferite, condizioni climatiche disagevoli ecc. Ora valutate voi: è peggio fare 40 minuti di ritardo o andare a tagliare la strada, da perfetto pirata, facendo cadere gente a 75km/h e facendogli rischiare la vita? Perchè chi ha visto il video della caduta, che riproporrò a fine articolo, avrà notato come Cavendish ha rischiato di essere preso in testa da un corridore ed essere preso sotto da un altro ( sempre a 75 km/h ). Oltretutto questo comportamento menefreghista di Ferrari ha provocato anche la caduta di altra gente che ha rischiato di farsi male seriamente; lo stesso Phinney, maglia rosa che poteva tenerla comodamente anche nella cronosquadre di mercoledì, si ritrova ora con 3 punti di sutura ad una caviglia ed è dovuto star sveglio fino alle 1 di notte per farseli applicare in Italia. Ora non ho niente contro Ferrari, che non conosco, ma credo che in ogni ambiente della vita umana bisognerebbe RISPETTARE il prossimo, il suo lavoro e cercare di non compromettere l'integrità fisica altrui con comportamenti superficiali. Detto questo, a mio parere, una squalifica, e non solo quella di tempo che gli hanno già dato, sarebbe una punizione giusta per far capire sia a lui che ad altri che se ne escono con battute del tipo "non mi importa che succede alle mie spalle" che, soprattutto in volata dove si raggiungono picchi di velocità elevati, bisogna avere RISPETTO e CURA della propria persona e di quella altrui. Non si può barattare l'integrità fisica di una persona per una vittoria.
Tornando alla cronaca di tappa, Phinney ha conservato la maglia rosa con un distacco invariato nei confronti degli avversari, oggi si osserverà un giorno di riposo per permettere il trasferimento dei corridori dalla Danimarca all'Italia. Mercoledì sarà in programma la prima tappa in Italia, Verona-Verona, una cronosquadre di 33,2 km che provocherà, sicuramente, grandi distacchi anche tra gli uomini di classifica andando a premiare coloro come Kreuziger o Schleck che hanno una squadra formata più da cronoman rispetto a coloro, come Scarponi, che ha una squadra più da salita.
I miei favoriti per la cronosquadre sono i Garmin e i GreenEDGE ( che sarò la sola ad averli pronosticati ). Anche la BMC presenta un'ottima squadra ma le condizioni di Phinney mi destano qualche preoccupazione in vista cronometro. Attenzione anche all'Astana, Katusha e alla Saxo Bank.
Mark Cavendish, come da pronostico,
vince la prima volata di questo Giro 2012. L'inglese ha bruciato
all'arrivo Goss e Soupe. La tappa è stata caratterizzata dal maltempo e
da una caduta, con successivo salto di catena, a 8 km dall'arrivo della
maglia rosa Taylor Phinney che, grazie alle sue doti da cronoman, alla
scia delle ammiraglie e al lavoro della sua squadra, è riuscito a
rientrare in gruppo dopo un paio di chilometri e a mantenere il simbolo
del primato.
Da segnalare
anche un'altra caduta, all’ultimo chilometro e in piena volata, che ha
visto protagonista Theo Bos che andava a finire contro le transenne,
dopo aver preso male l'ultima curva, coinvolgendo anche Kristoff,
Guardini e Colbrelli.
Thor
Hushovd ha tentato di anticipare la volata per prendere in controtempo
gli avversari ma nulla ha potuto sulla rimonta di Mark Cavendish
lanciato da Geraint Thomas; il norvegese è arrivato settimo al traguardo
anticipato anche da Goss, Soupe, Farrar, Ferrari ( primo italiano ) e
Renshaw. Male Bennati solo ottavo.
Mark Cavendish terza tappa Giro d'Italia 2012
ORDINE D’ARRIVO
1 Mark Cavendish (GBr) Sky Procycling 4:53:12
2 Matthew Harley Goss (Aus) Orica GreenEdge Cycling Team
3 Geoffrey Soupe (Fra) FDJ-Big Mat
4 Tyler Farrar (USA) Garmin – Barracuda
5 Roberto Ferrari (Ita) Androni Giocattoli
6 Mark Renshaw (Aus) Rabobank Cycling Team
7 Thor Hushovd (Nor) BMC Racing Team
8 Daniele Bennati (Ita) RadioShack-Nissan
9 William Bonnet (Fra) FDJ-Big Mat
10 Geraint Thomas (GBr) Sky Procycling
CLASSIFICA GENERALE
1 Taylor Phinney (USA) BMC Racing Team 5:03:38
2 Geraint Thomas (GBr) Sky Procycling 0:00:09
3 Alex Rasmussen (Den) Garmin – Barracuda 0:00:13
4 Manuele Boaro (Ita) Team Saxo Bank 0:00:15
5 Gustav Larsson (Swe) Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team 0:00:22
6 Ramunas Navardauskas (Ltu) Garmin – Barracuda
7 Brett Lancaster (Aus) Orica GreenEdge Cycling Team 0:00:23
8 Marco Pinotti (Ita) BMC Racing Team 0:00:24
9 Jesse Sergent (NZl) RadioShack-Nissan 0:00:26
Taylor Phinney, BMC, vince il
cronoprologo di Herning andando a indossare la prima maglia rosa di
questo Giro d'Italia. Lo statunitense, 21 anni, è una delle giovani
promesse del ciclismo attuale: passato dilettante con la squadra
Livestrong Trek finanziata da Lance Armostrong ( vincitore 7 volte del
Tour de France ), Taylor diviene professionista nel 2011 con la BMC,
squadra nella quale milita ancora oggi. Proprio nel 2011 arriva il suo
primo successo da pro con il prologo dell'Eneco Tour mentre nel 2012,
prima della "Corsa Rosa", ottiene la vittoria nel cronoprologo a squadre
del Giro del Trentino. Data la sua formazione in pista dove ha vinto,
tra l'altro, per due volte i Campionati del Mondo di Inseguimento
Individuale nel 2009 e 2010, Phynney ha spiccate doti da cronoman e,
grazie alla giovane età, potrebbe forse migliorare in salita e ambire in
futuro ad una corsa a tappe come il Tour de France. Phinney durante le
corse dove è impegnato è assiduamente accompagnato e consigliato dai
suoi genitori: Davis Phinney, uno dei primi ciclisti statunitensi a
vincere delle tappe al Tour de France e amico di Jim Ochowicz, capo
della Bmc, e Connie Carpenter, prima donna a vincere l'Olimpiade su
Strada di ciclismo femminile ( disciplina introdotta nell'84 a Los
Angeles ). Ricordiamo anche la vittoria nei Campionati di Cronometro
Under 23 nel 2010.
Phinney
ha preparato in modo maniacale allenandosi da gennaio questo
cronoprologo: lo statunitense, residente in veneto da tempo e grande
amico di Ballan, è infatti molto legato sia al nostro Paese che alla
manifestazione Rosa.
Phinney
precede Thomas Gerraint e Alex Rassmussen mentre il primo italiano è
Manuele Boaro, quarto, staccato di 15 secondi. Tra gli uomini candidati
alla vittoria finale Roman Kreuziger risulta il migliore guadagnando 3
secondi sul nostro Ivan Basso, 7 secondi a Joaquin Rodriguez, 19 secondi
Pozzovivo, 23 secondi a Schleck, 27 secondi a Cunego e 30 secondi a
Scarponi.
Da segnalare
che Michele Scarponi ha indossato la Maglia Rosa alla partenza del
cronoprologo dopo la squalifica di Contador e la vittoria a tavolino del
Giro 2011.
Wouter Weylandt era un ragazzo di 26 anni che di professione faceva il ciclista. Era professionista dal 2005, un buon velocista che correva spesso come gregario – apripista per i suoi compagni di squadra più famosi. Un anno fa, esattamente il 10 maggio 2010, si era tolto la soddisfazione di vincere una tappa al Giro d’Italia battendo velocisti del calibro di Grame Brown e Robert Forster.
Oggi si correva la terza tappa del Giro d’Italia, la Reggio Emilia – Rapallo, il gruppo stava affrontando la discesa del Passo del Bocco quando Wouter ha perso il controllo della sua bicicletta ed è caduto a terra sbattendo violentemente il viso contro un muretto. Wouter è rimasto steso a terra, privo di sensi, con il sangue che scorreva copioso dal suo viso mentre una telecamera riprendeva impietosa la scena. I medici, subito accorsi, hanno tentato di rianimarlo per 40 minuti ma Wouter è morto sul colpo.
Wouter era conosciuto per il suo carattere gioioso e per il modo in cui scherzava in gruppo. Era fiammingo ma era molto amato anche dai valloni. Era sposato e sua moglie darà alla luce suo figlio a settembre, un bambino che non conoscerà mai suo padre.
Quando succedono queste cose vorrei credere, credere nell’esistenza di un Dio perché 26 anni sono troppo pochi per morire, perché non è giusto morire avendo una vita davanti e non è giusto morire lasciando una moglie e un bambino che non potrà mai conoscere suo padre. Vorrei credere sia per poter incolpare qualcuno per quello che è successo che per sperare in qualcosa di meglio dopo. Sperare che quel ragazzo ora stia in un posto migliore e che la sua morte abbia un senso. Invece posso solo augurarmi che non abbia sofferto, che fosse felice mentre era in vita, mi auguro che non abbia lasciato niente di brutto in sospeso e mi auguro, soprattutto, che non si sia reso conto di quello che gli stava succedendo.
Il Giro andrà avanti come si dice “The show must go on” anche se, questa volta, per far felici gli spettatori si è pagato un prezzo troppo alto. Wouter era solo sdraiato sull’asfalto, i suoi cari magari erano davanti alla tv a guardare quelle orribili immagini, ma la corsa è continuata, con l’inganno, telecronisti che rassicuravano sulla presenza del battito cardiaco, sul trasporto in ambulanza in ospedale, il tutto per non dire ai compagni che Wouter era morto sul colpo, il tutto per far continuare una corsa e per far continuare gli spettatori a guardare quella corsa. Una corsa che non può avere il valore di una vita.
Domani il Giro ripartirà da Genova e terminerà a Livorno. I corridori saranno al via. Saranno bandite le musiche, la carovana che precede il Giro e il ricavato della tappa sarà devoluto in beneficenza alla moglie di Wouter. Non si sa ancora se la sua squadra, la Leopard, prenderà il via. Io mi auguro che prendano tutti il via ma non per lo spettacolo, non per le logiche di soldi, di sponsor ed economiche che oggi hanno guidato i vertici della corsa Rosa a non diffondere la notizia della morte di Wouter in corsa ma solo nel dopo-tappa. Mi auguro che prendano tutti il via perché la vita di Wouter è finita a soli 26 anni ma la vita degli altri continua e noi tutti dobbiamo lottare ogni giorno, dobbiamo vivere ogni giorno anche per tutte quelle persone che, come Wouter, non lo possono più fare.
Interrompo per un momento l'esilio forzato per complimentarmi con l'Imbatido,ultimo baluardo di un ciclismo spogliato uno dopo l'altro dei suoi principali attori,per appiattirsi verso una mediocrità che non riesce più a stimolare l'appassionato in cerca dell'impresa ma che si ritrova ormai abitualmente ad assistere a interminabili e noiose processioni. Sono contento del tuo successo perchè è la giusta risposta all'insopportabile popolo di forcaioli-giustizialisti sempre pronti a sospettare e gridare allo scandalo contro gli avversari dei propri beniamini,ma puntualmente incapaci di guardare in casa loro... La vittoria di un grande giro ti pone ad un livello superiore,che è quello che ti spetta; hai fatto grandi progressi in questi anni per te difficili ma alla fine ce l'hai fatta e l'attesa è stata ben ripagata. Credo proprio che hai fatto felice qualcuno che attendeva da tempo... Ora manca solo la ciliegina sulla torta. Mucha suerte,campeón!
Caro Danilo, sono un tuo tifoso fin da quando ero poco più che un ragazzino. Ero sul lungomare nel 2001 per vederti sfrecciare un attimo al prologo del Giro. Nel 2002 ero a Rocca di Cambio alla Tirreno e per la prima volta ti ho potuto veder vincere una corsa dal vivo. Che dire del 2004 al Matteotti? Sotto il podio,in mezzo ai nostri conterranei,a applaudire un pescarese che vince a Pescara. Nel 2005 ero a l'Aquila. Vederti vincere una tappa al Giro e indossare la tua prima maglia Rosa è stata una grande emozione. Nel 2006 ti riuscii a incontrare solo all'Aeroporto prima del trasferimento del Giro e scattammo una foto assieme. Nel 2007 pur di vederti in Rosa venni fino a Spoleto ma ne valse la pena. L'anno scorso a Pescocostanzo vederti arrivare davanti a Contador dopo tutto quello che avevi passato mi ha portato a apprezzarti ancora di più. Quest'anno,strano destino,sul Blockhaus non c'ero eppure ti ho tifato tanto da casa. Adesso ho il rimpianto perchè sarebbe stata l'ultima volta che ti avrei potuto veder correre e io sono mancato. Scrivendoti questo messaggio non ti nascondo che le lacrime stanno scendendo e non riesco a smettere. Come non riesco a dimenticare la tua vittoria alla Liegi,per me la più bella,con me e mio padre a esultare abbracciandoci e urlando come pazzi,o quella volta che ti incontrai in bici e ti seguii fino a casa a Spoltore con te che mi aspettavi in salita e ti interessavi a me consigliandomi di continuare a studiare "perchè è importante" mi dissi. Qui sono circondato da tuoi poster autografati e con dedica,borracce e cappellini firmati:sono il ricordo di tutti quei momenti in cui ti ho potuto incontrare. C'ero a Chieti ai vari criterium degli assi,c'ero a Spoltore alle 2 feste dopo i tuoi trionfi,c'ero quella volta prima del giro 2007 che incontrasti i ragazzi del liceo classico e mi chiesi di reggerti un attimo la bici con la sella coi denti e la scritta Killer. Mi dispiace che finisca così. So che non riuscirò a sopportare l'ipocrisia di tutta la gente che già vomita e continuerà a farlo ogni volta che si sentirà il tuo nome. Mi mancherà il tuo essere diverso,mi mancherà il cercarti con gli occhi in mezzo al gruppo,mi mancherà vederti attaccare sempre e comunque anche senza le gambe giuste. Mi dispiace perchè sono anni che sei il mio punto di riferimento in quella che è la mia passione più grande. Ho fatto tanti sacrifici per il ciclismo e ne è sempre valsa la pena,ma oggi so che non ne farò più. Continuerò ad andare in bici ma credo che non avrò più quella voglia di sempre. In fondo ogni volta che uscivo,dentro di me avevo la speranza di incontrarti e fare qualche chilometro alla tua ruota. Lo so che in un modo o nell'altro il momento dei saluti sarebbe comunque arrivato ma così non riesco ad accettarlo. Fa troppo male.
Infine voglio dirti una cosa importante:sappi che NON mi hai deluso e che anche se non sto dentro l'ambiente,credo di aver maturato un'idea che mi porta a giudicare come ipocriti tutti quelli che a ogni occasione fanno le verginelle e cascano dal pero,ignorando,anzi,facendo finta di ignorare che tutto il mondo è paese. Tu c'hai sempre messo la faccia e per questo sarai sempre il mio preferito. Grazie di tutto.
Dopo Roberto Laiseka Jaio e Iban Mayo Diez,l'Euskaltel Euskadi torna a vincere una tappa al Tour de France e lo fa con Mikel Astarloza che con uno scatto a 2 chilometri dall'arrivo anticipa i suoi compagni di fuga e si impone in questa bella frazione alpina. Come facilmente prevedibile si è partiti molto forte,con scatti e controscatti in testa al gruppo e gli immancabili Pellizotti e Martinez a battagliare per la maglia a pois. Sul gran San Bernardo,cima più alta di questo Tour, è il friulano della Liquigas a passare per primo davanti a Karpets. I 2 scollinano con un buon vantaggio su un folto gruppo di inseguitori e in un primo momento tentano di continuare nell'azione,ma una volta accortisi che dietro recuperavano,decidono saggiamente di rialzarsi e aspettarli per sfruttare il lavoro altrui nel lungo fondovalle prima del piccolo San Bernardo. Sull'ultima ascesa di giornata si susseguono una serie infinita di tentativi,quello giusto lo portano il sempre brillante Pellizotti e Jurgen Van den Broeck ai quali si aggiungeranno in un secondo momento Astarloza e Moinard. Questi 4 corridori superano il GPM col solito Pellizotti primo che ormai è a un passo dall'aggiudicarsi questa classifica,ma a pochi secondi transita un altro gruppetto formato da Fedrigo,Roche,Goubert e Casar. In discesa si assiste a un inseguimento arrembante ma quando questo si concretizza,proprio all'ultimo chilometro,Astarloza è già irraggiungible e la lotta è per il secondo posto. Da registrare un po' di movimento anche nel gruppo maglia gialla sul piccolo San Bernardo:la Saxo Bank fa forcing con i gregari e poi prima Frank e successivamente anche Andy Schleck provano a fare la differenza. Il gruppo si assottiglia di molto e in un primo momento anche Lance Armstrong cede una trentina di secondi,ma l'orgoglio ferito del campione americano fa sì che con uno scatto fulminante tutto sui pedali si riporta da solo su Contador e soci dimostrando di non essere cotto come molti pensavano e speravano... Le vittime illustri di oggi sono essenzialmente 2:Cadel Evans e Tony Martin che devono a questo punto mettere da parte i loro sogni rispettivamente di podio e maglia bianca. Domani il Tour affronta la tappa più dura di questa edizione con 5 GPM di cui 4 di prima categoria e la Colombiere nel finale. Ci si aspetta spettacolo soprattutto dalla Saxo Bank.
Classifica di tappa:
1
Mikel Astarloza Chaurreau (Spa) Euskaltel - Euskadi
Finalmente un po' di spettacolo. C'era bisogno di un grande Contador per svegliarci dal torpore che ormai questo Tour de France era solito propinarci. Oggi infatti lo scalatore madrileno ha piazzato uno scatto secco a poco meno di 6 chilometri dall'arrivo,sfruttando un bel forcing messo in atto dalla Saxo Bank,ed ha incrementato costantemente il vantaggio sugli inseguitori fin sul traguardo. Dietro di lui Andy Schleck che dopo la prestazione odierna sembra essere l'unico in salita vagamente contrapponibile a Contador,paga 43 secondi. A più di un minuto arrivano poi alla spicciolata un buon Vincenzo Nibali,Frank Schleck e la sorpresa di questo Tour:Bradley Wiggins; a seguire Sastre e Evans. E' notte fonda invece per Lance Armstrong che esce ridimensionato nelle ambizioni dopo la debacle vissuta in quest'arrivo in salita,dove cede 1 minuto e 35 secondi al compagno di squadra spagnolo. Ovviamente con il successo conquistato Contador va ad indossare anche la maglia gialla sfilata a un dignitosissimo Nocentini che ora occupa la sesta posizione in classifica generale. Domani il Tour osserverà l'ultima giornata di riposo per poi riprendere con una tappa insidiosa con il piccolo e gran San Bernardo e sconfinamento in Italia.
Classifica di tappa: 1 Alberto Contador Velasco (Spa) Astana 5:03:58 2 Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank 0:00:43 3 Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas 0:01:03 4 Fränk Schleck (Lux) Team Saxo Bank 0:01:06 5 Bradley Wiggins (GBr) Garmin - Slipstream 6 Carlos Sastre Candil (Spa) Cervelo TestTeam 7 Cadel Evans (Aus) Silence - Lotto 0:01:26 8 Andreas Klöden (Ger) Astana 0:01:29 9 Lance Armstrong (USA) Astana 0:01:35 10 Kim Kirchen (Lux) Team Columbia - HTC 0:01:55
Classifica generale: 1 Alberto Contador Velasco (Spa) Astana 63:17:56 2 Lance Armstrong (USA) Astana 0:01:37 3 Bradley Wiggins (GBr) Garmin - Slipstream 0:01:46 4 Andreas Klöden (Ger) Astana 0:02:17 5 Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank 0:02:26 6 Rinaldo Nocentini (Ita) AG2R La Mondiale 0:02:30 7 Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas 0:02:51 8 Tony Martin (Ger) Team Columbia - HTC 0:03:07 9 Christophe Le Mevel (Fra) Française des Jeux 0:03:09 10 Fränk Schleck (Lux) Team Saxo Bank 0:03:25